GRUPPO OSPEDALIERO SAN DONATO - Istituto Clinico Sant'Ambrogio

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Coronarografia: si tratta della angiografia delle arterie coronarie e viene effettuata tramite utilizzo di appositi cateteri che vengono inseriti, attraverso diverse vie di accesso, tra le quali le piu' comuni sono l'arteria femorale e le arterie radiali. L'accesso arterioso radiale consente peraltro di effettuare la coronarografia in regime di “Day Hospital” ovvero senza necessita' per il paziente di trascorrere la notte in ospedale. Una volta inseriti, tali cateteri vengono fatti risalire nell'aorta fino a raggiungere il cuore. Per acquisire le immagini delle arterie coronarie viene utilizzato un liquido chiamato mezzo di contrasto che “opacizza” il lume delle arterie. Le immagini vengono acquisite da un macchinario che emette una debole radiazione e lo stesso macchinario e' in grado di registrare le immagini.


L'angioplastica coronarica e lo stent: si tratta del piu' comune trattamento attualmente utilizzato per curare l'aterosclerosi coronarica. E' una metodica che ha gia' compiuto 30 anni. Si avvale dell'utilizzo di molteplici strumenti appositamente ideati e realizzati e puo' essere effettuata subito dopo la coronarografia, utilizzando la stessa via di accesso arterioso. Solitamente, in assenza di eventuali complicanze, il paziente sottoposto ad angioplastica coronarica puo' essere dimesso il giorno successivo alla procedura. Lo stent coronarico (“bare metal stent” o “drug eluting stent”) e' un dispositivo che viene utilizzato di solito dopo la dilatazione dell'arteria coronarica con il palloncino. Non e' suscettibile di fenomeni di rigetto in quanto costruito con materiali biocompatibili. Lo scopo dello stent e' quello di ridurre la possibilita' che la coronaria si ostruisca di nuovo dopo la angioplastica semplice.


“Fractional Flow Reserve” o “Pressure Wire”: si tratta di una metodica accessoria alla angioplastica/stent coronarico che, attraverso l'utilizzo di appositi sensori in grado di calcolare la pressione sanguigna all'interno delle arterie coronariche, supporta l'operatore nella selezione delle stenosi coronariche che risultano di dubbia interpretazione sulla sola base della coronarografia.


“Intravascular Ultrasound” o “IVUS”: si tratta di una metodica che utilizza ultrasuoni e consente di visualizzare le arterie coronariche dall'interno. Ha lo scopo di fornire indicazioni anatomiche accurate all'operatore e come tale e' una metodica accessoria della angioplastica/stent.

Angioplastica carotidea: si tratta del trattamento percutaneo, attraverso l'arteria femorale, della aterosclerosi delle arterie carotidi. Ha lo scopo di ridurre il rischio di ictus cerebri. Si avvale di strumenti e dispositivi appositi ed e' una metodica largamente utilizzata con ottimi risultati.

Aterectomia rotazionale (Rotablator): si tratta di una metodica accessoria alla angioplastica coronarica che trova indicazione in quei pazienti che presentano aterosclerosi coronarica severamente calcifica.

Valvuloplastica aortica/mitralica: si tratta di un intervento finalizzato al trattamento di una condizione di stenosi valvolare (aortica o mitralica) grave. Viene effettuata per via percutanea, attraverso l'arteria femorale (valvuloplastica aortica) o vena femorale (valvuloplasitca mitralica). Tale procedura e' prevista per particolari indicazioni, in pazienti non idonei alla chirurgia tradizionale.

CoreValve: si tratta di una protesi valvolare aortica che viene impiantata, per via percutanea attraverso la arteria femorale o la arteria succlavia, in pazienti che sono affetti da stenosi valvolare aortica severa ma che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico perche' ad alto rischio.


Angioplastica delle arterie degli arti inferiori: Si tratta di una metodica percutanea, che utilizza come accesso arterioso le arterie femorali, per il trattamento della aterosclerosi delle arterie degli arti inferiori. Utilizza dispositivi appositi ed e' molto efficace nel curare i problemi quali il dolore ai muscoli delle gambe durante la deambulazione, la distrofia cutanea, ulcere malleolari e del piede.

Angioplastica/stent delle arterie renali: si tratta di una metodica per il trattamento della aterosclerosi delle arterie renali, nell'ambito della terapia della ipertensione nefrovascolare. Si effettua attraverso le arterie femorali mediante dispositivi. 

Chiusura di PFO/DIA, Dotto di Botallo: si tratta di una procedura percutanea che attraverso le vene femorali e tramite l'utilizzo di strumenti appositi ha lo scopo di sigillare la comunicazione anomala tra i due atri. Ha lo scopo di ridurre il rischio di incidenti cerebro vascolari.

Endoprotesi aortica percutanea: si tratta del trattamento percutaneo, attraverso le arterie femorali, degli aneurismi (dilatazioni) dell'aorta, nel suo decorso nell'addome. E' una metodica alternativa alla chirurgia che viene utilizzata in pazienti non idonei alla chirurgia per l'alto rischio operatorio.

Attività diagnostica ed interventistica: casisitica interventi



Ultimo aggiornamento: 14/07/10
DIRETTORE SANITARIO Dr. Francesco Della Croce
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